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"COSI' ABBIAMO AVVELENATO LA CAMPANIA"

˝Così abbiamo avvelenato la Campania˝. L’ex boss con milioni di casi di cancro sulla coscienza.

E' qui il bandolo della matassa?
I colpevoli sono noti ma (salvo eccezioni) nessuno muove un dito. Si può riassumere in questi termini la parte dell’intervista relativa al traffico di rifiuti in Campania – avvelenata addirittura con fanghi termonucleari buttati nei campi e nelle cave – che Carmine Schiavone, ex boss della “cupola” casalese, ha rilasciato  a Sky TG24.
L’intervista  ha fatto il giro della rete dal momento che Schiavone si pente di essersi pentito e di essere diventato collaboratore di giustizia nel 1993, racconta di un imponente giro di miliardi per corrompere finanzieri e carabinieri ed afferma fra l’altro:
“La mafia non sarà mai distrutta perché ci sono troppo interessi, sia a livello economico sia a livello elettorale. L’organizzazione mafiosa non morirà mai”.
Tuttavia, la parte più interessante è quella in cui Schiavone descrive come la delinquenza organizzata ha avvelenato la Campania con rifiuti tossici e dice che (pur pentendosi di essersi pentito) è comunque pentito di cuore perchè milioni persone stanno morendo di cancro in seguito allo smaltimento illegale di veleni.
Ascoltate dice Schiavone:

 

“Queste grosse società del Nord, anche queste di Roma che gestivano, venivano a buttare questi rifiuti giù al Sud, come rifiuti di pittura, rifiuti farmaceutici, rifiuti chimici, rifiuti ospedalieri, quelli per i raggi X, più ci stanno cassette del termonucleare, i fanghi termonucleari. Ed arrivavano nel basso Lazio, ma principalmente sono stati portati a Casale di Principe, Castel Volturno, Santa Maria la Fossa, Grazzanise. Ma si rende conto che stanno morendo 5 milioni di persone, come io ho detto alla commissione ecomafia con i documenti che hanno, perfino le targhe dei camion che scaricavano l’immondizia, le società…”
Praticamente Schiavone afferma di aver completamente vuotato il sacco e di aver rivelato chi c’era dietro lo scempio. Se è vero, non risultano i conseguenti arresti; tanto meno le conseguenti bonifiche.
In un’altra parte della lunga intervista  – Schiavone aggiunge un particolare su quei traffici di veleni avvenuti ormai un quarto di secolo fa e più: i rifiuti erano scaricati da camion e gettati nei campi e nelle cave,
“Negli anni le cassette di piombo si saranno aperte (…) ecco perché la gente sta morendo di cancro”.
Nessuno sapeva niente, nessuno si era accorto di questo viavai di autocarri nelle cave?  qui sotto una lettera relativa proprio a questo sospetto viavai e datata 1988. E’ scritta su carta intestata della sezione del Pci di Casal di Principe; i destinatari sono autorità sanitarie e politici locali e non, compreso il ministro dell’Ambiente che allora era il socialista Giorgio Ruffolo. Faceva parte di un esecutivo guidato dal democristiano Ciriaco De Mita.

 

Che nostalgia a vedere una lettera battuta con la macchina per scrivere e le correzioni aggiunte a penna… La foto è tratta da un commento all’intervista di Schiavone comparso su Facebook. Dunque anche allora – ben prima che Schiavone si pentisse – anche allora si sapeva. Eppure la tragedia infinita della Campania avvelenata dai rifiuti va avanti tuttora.

 
 

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